Per l’ultimo incontro del 2025, Mirella Serri ha presentato “Nero indelebile. Le radici oscure della nuova destra italiana” (Longanesi) il 16 dicembre 2025 in videoconferenza. L’autrice ha dialogato con Mario Renosio. L’ incontro è stato organizzato da Polo Cittattiva Astigiano Albese – I.C. S. Damiano, Museo e Comune di Cisterna, Generali Italia spa - Agente Mario Cielo, Canale (Cn), Israt, Libreria "Il Pellicano" e Aimc di Asti.
Mirella Serri è docente di Letteratura moderna e contemporanea, collabora con La Stampa, TTL, Rai Storia e Rai Cultura. È autrice di numerosissimi saggi. Mussolini ha fatto tanto per le donne! Le radici fasciste del maschilismo italiano (2022) e Uomini contro. La lunga marcia dell’antifemminismo italiano (2023), editi da Longanesi, sono i suoi ultimi lavori.
Mario Renosio è uno storico, ricercatore, già direttore dell’Israt. È autore di numerosi saggi storici. È il presidente provinciale dell’ Anpi di Asti.
“Nero indelebile. Le radici oscure della nuova destra italiana” è un libro che Renosio ha definito come estremamente documentato, di taglio giornalistico, denso ma estremamente leggibile. La fiamma che arde sulla copertina è quella che si trova sulla tomba di Mussolini ed è ancora presente nel simbolo di FDI, il partito che raccoglie il maggior numero di consensi percentuali o intenzioni di voto. Il saggio scava sulle radici politiche di questo partito che, dal punto di vista elettorale, è estremamente interessante. Infatti, dal 2018 al 2022, passa dal 4% al 26% ma ciò è dovuto al crollo dell’ affluenza e, in termini di voti assoluti, il centro destra si mantiene stabile. Notevole, però, è la redistribuzione interna dei gruppi coalizione.
Nella narrazione, come evidenzia Mirella Serri, la presidente del consiglio Meloni si definisce underdog cioè chi si attesta in modo inatteso, una perdente di successo ma non è proprio così. Infatti, pur essendo giovane, ha almeno due padri politici e uno nell'ombra dell'elaborazione ideologica. I primi due, Fini e Berlusconi, vengono poi disconosciuti. Quello ideologico è Pino Rauti, un personaggio che ha attraversato tutta la Prima Repubblica.
Al contrario di quanto afferma, Meloni è stata la più giovane ministra italiana e, pur non essendosi distinta particolarmente con quel ruolo, è entrata a pieno titolo già allora nella stanza dei bottoni. Inizia a occuparsi di politica a 15 anni e gli incarichi che assume dopo vengono conquistati sul campo.
In quegli anni, Berlusconi si rende conto che Fini stava occupando posti in area liberal moderata riconoscendo gli errori del fascismo ed prendendo terreno su Forza Italia. Per questo fa tante concessioni a Fratelli d’Italia e Meloni assume una posizione più a destra della destra berlusconiana.
Intanto escono articoli giornalistici sulla casa di Montecarlo che eliminano Fini politicamente ma è la destra che tira fuori i documenti che ne sono la causa
Così Meloni lo tradisce per Berlusconi ma tradirà anche quest’ultimo successivamente. In precedenza, Fini aveva sostenuto Meloni perchè, come bravo politico, aveva capito che in Europa le destre più estreme stanno togliendo voti alle respirato che le destre moderate.
Così per ingentilire il partito, aveva proposto la presenza di una donna per guadagnarsi i voti femminili. Ne aveva scelta una brava, preparata e dotata di un’ottima capacità di parlare in pubblico. In questo modo, coltivando la sua pupilla, era riuscito ad entrare in ambienti dove prima non era concesso. Successivamente, Meloni tradisce Fini per giocarsi la carta offerta da Berlusconi che non riguarda solo dei finanziamenti ma anche possibilità di mettersi a capo di un nuovo soggetto politico. Si tratta di FDI, un gruppo davvero molto piccolo all’inizio ma che saprà farsi strada.
Come ha evidenziato Renosio, Berlusconi non ha mai creato una struttura culturale per il suo partito nella convinzione che fossero sufficienti le TV.
Meloni pur dicendo di avere un'immagine popolare (di chi viene dal popolo e che sta in mezzo al popolo), viene da una profonda radice culturale che spesso è sottovalutata dagli avversari. Stiamo parlando di quella di una destra estrema che recupera i riferimenti e le tradizioni del ventennio fascista senza citarlo mai apertamente e della destra francese trovando nell' antieuroperismo e nel pericolo della sostituzione etnica i due temi su cui coagulare un consenso di pancia. Ma la sua base non è solo sociale ma culturale, filosofica e il riferimento è Pino Rauti che aveva fondato Ordine Nuovo uscendo negli anni ‘50 dall’ MSI. Si tratta un gruppo politico implicato in tutte le indagini sulla destra eversiva neofascista. Meloni non nomina mai neanche lui nelle sue citazioni, consapevole che sia il padre della destra eversiva. In realtà è l’ideologo di teorie rivolte ai giovani del MSI. Rauti ispira le sezioni del Colle Oppio proprio dove ha iniziato la propria militanza Giorgia Meloni. Oggi Trump ha come modelli tutti quelli che furono punti di riferimento di Meloni prima di diventare Presidente del Consiglio. I temi sono stati elaborati dai teorici francesi che, successivamente sono stati fatti propri da Rauti e poi da Meloni anche se molti, oggi, sono stati attenuati o abbandonati (come il ritorno alla lira). Oggi si è avvicinata all’ Europa ma, banalmente, non avrebbe potuto fare diversamente dopo tutti i finanziamenti ottenuti dall’ Italia nell’ambito del Pnrr e anche gli altri del suo schieramento politico hanno fatto altrettanto.
Un altro paradosso – sottolineato da Renosio - è che in un mondo in cui la narrazione è contro i partiti, FDI è l’ unico partito radicato e organizzato soprattutto tra i giovani. il retroterra contempla anche la presenza di elementi eversivi. Il gruppo dirigente romano oggi è quello preponderante rispetto al resto d'italia.
“FDI, forse grazie a finanziamenti delle destre di tutto il mondo, coltiva moltissimo non solo il culto della gioventù ma anche il sentimento della gioventù che unisce i padri culturali del partito ma anche i conservatori americani. La gioventù è la militarizzazione del partito attraverso l’ immagine della politica come un sentimento religioso (Mussolini aveva addirittura istituto la mistica fascista). Quindi la politica diventa fondamentale per la crescita della persona. Atreju è figlia dei Campi Hobbit inventati da Rauti e servivano per aprirsi alla società civile. Oggi, se ad Atreju non fossero andati i politici di sinistra, quelli di destra sarebbero stati pochissimi. In realtà i giovani hanno bisogno di un verbo fideistico e i Campi Hobbit erano fatti per far respirare la religiosità della militanza ma insegnavano anche a diventare picchiatori. In questi campi, spesso, passavano anche dei latitanti. In ogni caso, questi momenti di aggregazione facevano e fanno sentire ai giovani il senso religioso dell'unità e Meloni, ai vertici, inserisce tutti quelli che hanno fatto parte di queste formazioni. Quindi, pure parlando sempre contro l’ amichettismo di sinistra, qui ne dimostra la fidelizzazione. Infatti i ruoli più importanti non vengono assegnati a chi ha delle competenze e questo è un fatto ideologico che ha radici lontane” ha detto Mirella Serri.
Ma si arriva anche a un certo familismo nella distribuzione delle cariche.
Rispetto ai temi delle kermesse di FDI, sono spesso fantasy capaci di attirare anche l’attenzione di un pubblico giovanile.
Come ha sottolineato Serri, pur prendendo spunto da un suo libro, Ende non è affatto un autore fascista ma il genere fantasy è molto più attraente per i ragazzi rispetto ai libri sui quali si è formata Giorgia Meloni che, di certo, è una elaboratrice di informazioni che poi bisogna decodificare. Oggi sta con i piedi in due scarpe e continua ad avere bisogno di una simbologia forte. Gli hub in Albania, costano un sacco di soldi ma, probabilmente, insiste a sostenerli per il forte valore simbolico che rappresentano: l’immigrato può contaminare ed è meglio farlo stare lontano.
Rispetto alla sua posizione su Trump e Putin, oggi le sue posizioni estreme sono state abbandonate e l’atteggiamento è cambiato ma, passando attraverso atteggiamenti contrastanti, danneggia l’immagine del nostro Paese.
Ad esempio, per un certo periodo ha ripreso i motti della Le Pen, forse per scaricare una destra machista.
In conclusione, ciò che dovrebbe preoccuparci di più è la pericolosa sottovalutazione del radicamento delle destre estreme che è non solo sociale o di una parte di italiani che si fanno trascinare dall’istinto perché, alla base, c’è molto di più. Non basta chiedere adesione ai valori dell'antifascismo perchè significa non aver compreso che quella a questi partiti è strettamente connessa sia al nazismo che al fascismo e ha alla base sangue, terra e popolo.
Giovanna Cravanzola