“Chi u resta” è il titolo scelto dalla pro loco di Cisterna d’Asti per l’edizione 2026 di Usanze. Un titolo che richiama la frase che veniva pronunciata per capire chi fosse una persona, alla quale seguiva, generalmente, il riferimento al soprannome. Gli stranòm, nel passato, servivano a fare ordine nel caos portato dai matrimoni endogamici, che replicavano cognomi e nomi uguali. Dispositivi di controllo sociale, capaci di mappare parentele, mestieri e aneddoti, “blasoni popolari” che potevano connotare intere comunità (i cisternesi, ad esempio, venivano chiamati ras-ciamuraje, dai canalesi), come hanno evidenziato gli antropologi Alberto Mario Cirese e Giuseppe Pitrè.
Un titolo che richiama anche il restare, quello che l’antropologo Vito Teti definisce “restanza”: «La restanza non è pigrizia, rassegnazione, rinuncia. È una scelta complessa, un cammino che richiede sforzo, inventiva, una nuova capacità di guardare il luogo in cui si vive.» Questa capacità di vedere il paese in modo nuovo si è rivelata, anche quest’anno, da venerdì 26 a domenica 28 giugno, in una straordinaria tre giorni di festa, cibo, musica e cultura. Un fine settimana pensato non come semplice intrattenimento, ma come un grande cantiere aperto per ricostruire i legami della comunità e aprirsi al nuovo.
A dare lo spessore culturale alla manifestazione sono state la presenza del gruppo musicale Santamarea e quella di due voci fondamentali della narrazione dei piccoli paesi. Franco Arminio, poeta e "paesologo", ha tenuto un affollato incontro ricordando che i paesi non sono luoghi del passato, ma "luoghi del futuro", l’unico spazio rimasto in cui la vicinanza fisica può curare la solitudine contemporanea. A fargli eco, l'attore e ricercatore Paolo Tibaldi.
L'intera macchina organizzativa è stata guidata dai giovani cisternesi. Ragazzi e ragazze che hanno dimostrato di aver "respirato" l’amore e il legame con il territorio dagli adulti che li hanno preceduti nell’organizzazione delle feste del paese. Persone che alla domanda: chi u resta? Potrebbero rispondere: di Raflun, Gagie, Delera, Lenu, Licin, Lin, Suldà, Gambin, Gatin, Tulin, Tumblin, Raminin, Butalin, Munfrin, Ciclu, Frè, Melina, Garel, Ditu, Calur, Serafin, Camilin, Giori, Laramè, Fra, Fratin, Meja, Còt …e di chi un soprannome non ce l'ha ma ha scelto Cisterna come paese in cui vivere o in cui sostare per aiutare.
Tiziana Mo