Con un titolo emblematico, Domenico Quirico ha nuovamente raccolto il pubblico delle grandi occasioni al Castello di Cisterna d’ Asti. Martedì 21 ottobre 2025, infatti, si è tenuto l’incontro “Verso la catastrofe” promosso da Polo Cittattiva per l’ Astigiano e l’ Albese – I.C. di S. Damiano d’Asti, Museo Arti e Mestierie di un Tempo e Comune di Cisterna d’ Asti, Generali Italia spa - Agente Mario Cielo, Canale (CN), Libreria "Il Pellicano" e Aimc Asti.
Il titolo dell'incontro è la constatazione di ciò che continua a succedere con un ulteriore peggioramento. Realisticamente, il caos innescato nel 2022 non si è attenuato ma resta nella sua dimensione caotica. La guerra non è altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi ma, in questo momento, questa definizione non è più attuale. La politica, infatti, non sceglie più le fasi della guerra perché i decisori sono altri e non sono più connessi al suo controllo. Ormai i politici sono esecutori di decisioni che prendono altri. “Personalmente – ha proseguito Quirico - sono un pessimista antropologico ma ritengo che la cultura non ha fatto sì che il progresso aiutasse altri uomini ma li prevaricasse. Abbiamo inventato la tecnologia che ha contribuito a questo sviluppo ad esempio con i droni che permettono di realizzare il sogno della guerra di Troia: uccidere senza essere uccisi. Ha eliminato la paura di essere uccisi e la guerra senza la consapevolezza delle morti degli altri è un moltiplicatore della violenza. Anche l'arco uccideva a distanza ma chi lo amministrava era un uomo che ne coglieva le conseguenze. Oggi le guerre sono determinate da chi ne ha un vantaggio economico, cioè chi costruisce armi e altri mezzi che servono per la guerra esattamente come all'epoca di Hitler. Il capitalismo finanziario decide che una guerra è necessaria e quanto deve durare. La catastrofe è già nell'essere in questo mondo dove il capitale finanziario decide e dove si va perché il passaggio successivo non è un ritorno indietro ma verso una guerra sempre più grande. Allora chiunque, per paura di del nucleare, può lanciare missili nucleari. Questo passaggio, dall'ormai consueto bollettino di guerra, fa passare alla terza guerra mondiale atomica. La cultura ha fornito modi per essere peggiori perché si parte sempre dalla convinzione che le grandi decisioni siano sempre prese a livello razionale ma non succede così. Infatti, a decidere per noi, sono le emozioni. Così si possono prendere decisioni terribili con un impatto davvero molto grande. Forse ci sono state due decisioni razionali nel 1961 con i missili a Cuba, dove entrambe le parti adottarono una scelta nazione razionale, e la fine della guerra in Corea serviva una decisione razionale per necessità fermando così una guerra in cui nessuno avrebbe potuto vincere. In altri casi non ricordo scelte razionali. Attenzione a sottovalutare l'irrazionalità! conta di più la volontà di chi spera un aumento e crescita potenziale della guerra. Leonardo produce armi mortali e con la tregua, è calata alla Borsa di Milano e, al contrario, si è vista l’ ascesa di Buzzi che produce cemento. Chi produce le armi conviene arrivare al limite, poi calmare per poi crescere. Chi decide è nei luoghi grossi del comando ma nessuno li conosce. Per evitare la catastrofe bisogna uscire dall'involuzione della Geopolitica mondiale mentre noi ci interessiamo al pacifismo. Quindi bisogna tornare di nuovo alla politica perchè le guerre si autoalimentano. Gli USA hanno trattato con un movimento jihadista dichiarato e non pentito. Per noi sono accettabili diversi tipi di violenze che preferiamo ignorare in molte altre guerre di cui non ci interessa nulla. Quelle violenze ci vanno benissimo. Siamo i creatori di questa vergogna la catastrofe, per questo, può sempre crescere. Ma come siamo arrivati a questo? L’'89 è stato un punto di passaggio fondamentale: per la prima volta si è pensato che non ci fossero ostacoli e nemici. La globalizzazione, poi, è stata osannata da molti. Ognuno aveva la sua parte: l'America comandava il mondo e la Cina produceva a basso costo. La Russia, invece, forniva materie prime a basso costo. Gli altri mondi consumavano o si facevano bastare gli scarti di questa produzione o erano respinti a seconda delle esigenze. Tutto questo è durato fino al 2001. Dopodiché lo scenario è cambiato radicalmente e la conseguenza di tutto ciò che è successo dopo è ciò che stiamo vivendo ancora oggi.
Un pubblico attento e partecipe ha seguito tutta la discussione con il dottor Quirico che, ancora una volta, è stato estremamente attento e ha dato e ha fornito strumenti di riflessione perché soltanto attraverso questa e con una partecipazione attiva alla vita del Paese è possibile comprendere meglio un po’ di più quello che sta succedendo.
Giovanna Cravanzola